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San Padre Pio da Pietrelcina

Capuchin priest who suffered the stigmata
(25 May 1887 - 23 September 1968) - from Italy
Beatified on 2nd May 1999 & canonized on 16th June 2002 by John Paul II
Major shrine: San Giovanni Rotondo (where he lived and is now buried)
Feast Day - 23 September

3 2us by Fr Emmanuel Mansford CFR      

"He was truly a priest. As Pope John Paul said, 'A man for others'.. He was a man truly configured to Christ."

Click here for Totus2us's Novena to Saint Pio

"Prayer is the best weapon we possess, the key that opens the heart of God."

My past, O Lord, to your mercy; my present, to your love; my future, to your providence!

Padre Pio (Ep 3, 980; GF, 196f):

Be patient and persevere in the practice of meditation. Be content, to start with, to make progress only by degrees. Later on you will have legs that will ask for nothing but to run or, better, wings for flying with.

Be happy to obey. It's never easy but it is God we have chosen as our portion. Accept that, as yet, you are only a little bee in its nest but, very quickly, it will become one of those wonderful workers so skilful in making honey. Always remain humble before God and men, in love. Then our Lord will speak to you in truth and enrich you with his gifts.

It can happen that bees will cover great distances over the meadows before they find the flowers they want. Afterwards, worn out but satisfied and laden with pollen, they go back to the hive to carry out the silent but fruitful transformation of the flowers' nectar into the nectar of life. You, do likewise: when you have listened to the Word, meditate on it attentively, study its different aspects, seek out the depths of its meaning. Then it will become clear and luminous to you; it will have power to transform your natural inclinations into a pure uplifting of the spirit, and your heart will be always more closely united to the heart of Christ.

Omelia di Giovanni Paolo II alla beatificazione di Padre Pio

in English, French, German, Italian, Portuguese & Spanish

"Cantiamo al Signore un canto nuovo!"

1. L'invito dell'antifona d'ingresso ben esprime la gioia di tanti fedeli, che da tempo attendono l'elevazione agli onori degli altari di Padre Pio da Pietrelcina. Questo umile frate cappuccino ha stupito il mondo con la sua vita tutta dedita alla preghiera e all'ascolto dei fratelli.

Innumerevoli persone si sono recate ad incontrarlo nel convento di san Giovanni Rotondo ed il pellegrinaggio, anche dopo la sua morte, non è cessato. Quando ero studente qui a Roma, ebbi io stesso occasione di conoscerlo personalmente e ringrazio Iddio che mi dà oggi la possibilità di iscriverlo nell'albo dei Beati.

Ripercorriamo, questa mattina, i tratti salienti della sua esperienza spirituale guidati dai testi della Liturgia di questa quinta domenica di Pasqua, all'interno della quale si colloca il rito della sua beatificazione.

2. "Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me" (Gv 14,1). Nella pagina evangelica, poc'anzi proclamata, abbiamo ascoltato queste parole di Gesù ai suoi discepoli, bisognosi di un incoraggiamento. L'accenno, infatti, alla sua prossima dipartita li aveva gettati nello sconforto. Temevano di essere abbandonati, di restare soli ed il Signore li solleva con una precisa promessa: "Vado a prepararvi un posto", e poi "Ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io" (Gv 14, 2-3).

A quest'assicurazione gli Apostoli replicano per bocca di Tommaso: "Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?" (Gv 14, 5). L'osservazione è pertinente e Gesù non sfugge alla domanda che vi è implicita. La risposta che egli dà resterà nei secoli come limpida luce per le generazioni che verranno: "Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me" (Gv 14, 6).

Il "posto" che Gesù va a preparare è nella "casa del Padre"; là il discepolo potrà essere eternamente con il Maestro e partecipare alla sua stessa gioia. Per raggiungere la meta, tuttavia, unica è la strada: Cristo, al quale il discepolo si deve progressivamente conformare. La santità consiste precisamente in questo: non è più il cristiano che vive, ma Cristo stesso vive in lui (cfr Gal 2, 20). Traguardo esaltante, a cui s'accompagna una promessa altrettanto consolante: "Chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre" (Gv 14, 12).

3. Noi ascoltiamo queste parole di Cristo e il pensiero va all'umile frate cappuccino del Gargano. Con quale evidenza esse si sono realizzate nel Beato Pio da Pietrelcina!

"Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede . . .". Che cosa è stata la vita di questo umile figlio di san Francesco, se non un costante esercizio di fede, corroborato dalla speranza del Cielo, ove poter essere con Cristo?

"Vado a prepararvi un posto . . . perché siate anche voi dove sono io". Quale altro scopo ha avuto la durissima ascesi a cui Padre Pio si è sottoposto fin dalla prima giovinezza, se non la progressiva identificazione col divin Maestro, per essere "là dove egli era"?

Chi si recava a san Giovanni Rotondo per partecipare alla sua Messa, per chiedergli consiglio o confessarsi, scorgeva in lui un'immagine viva del Cristo sofferente e risorto. Sul volto di Padre Pio risplendeva la luce della risurrezione. Il suo corpo, segnato dalle "stimmate", mostrava l'intima connessione tra morte e risurrezione, che caratterizza il mistero pasquale. Per il Beato di Pietrelcina la condivisione della Passione ebbe toni di speciale intensità: i singolari doni che gli furono concessi e le sofferenze interiori e mistiche che li accompagnavano gli consentirono di vivere un'esperienza coinvolgente e costante dei patimenti del Signore, nella immutabile consapevolezza che "il Calvario è il monte dei Santi".

4. Non meno dolorose, e umanamente forse ancor più cocenti, furono le prove che dovette sopportare in conseguenza, si direbbe, dei suoi singolari carismi. Nella storia della santità talvolta accade che l'eletto, per una speciale permissione di Dio, sia oggetto di incomprensioni. Quando ciò si verifica, l'obbedienza diventa per lui crogiuolo di purificazione, sentiero di progressiva assimilazione a Cristo, rinvigorimento dell'autentica santità. A tal proposito, il nuovo Beato scriveva ad un suo superiore: "Opero solamente per ubbidirvi, avendomi fatto conoscere il buon Dio l'unica cosa a lui più accetta e per me unico mezzo di sperar salute e cantar vittoria" (Epist. I, p. 807).

Quando su di lui si è abbattuta la "bufera", egli ha fatto regola della sua esistenza l'esortazione della prima Lettera di san Pietro, che poco fa abbiamo ascoltato: Stringetevi a Cristo, pietra viva (cfr 1 Pt 2, 4). In questo modo, è diventato anche lui "pietra viva", per la costruzione dell'edificio spirituale che è la Chiesa. E di questo oggi rendiamo grazie al Signore.

5. "Anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione d'un edificio spirituale" (1 Pt 2, 5). Quanto pertinenti appaiono queste parole applicate alla straordinaria esperienza ecclesiale cresciuta intorno al nuovo Beato! Tanti, incontrandolo direttamente o indirettamente, hanno ritrovato la fede; alla sua scuola, si sono moltiplicati in ogni angolo del mondo i "gruppi di preghiera". A coloro che a lui accorrevano proponeva la santità, ripetendo loro: "Sembra che Gesù non abbia altra cura per le mani se non quella di santificare l'anima vostra" (Epist. II, p. 155).

Se la Provvidenza divina ha voluto che egli agisse senza mai spostarsi dal suo convento, quasi "piantato" ai piedi della Croce, ciò non è senza significato. Il divin Maestro ebbe un giorno a consolarlo, in un momento di particolari prove, dicendogli che "sotto la Croce s'impara ad amare" (Epist. I, p.339).

Sì, la Croce di Cristo è l'insigne scuola dell'amore; anzi la "sorgente" stessa dell'amore. Purificato dal dolore, l'amore di questo fedele discepolo attraeva i cuori a Cristo e al suo esigente Vangelo di salvezza.

6. Al tempo stesso, la sua carità si riversava come balsamo sulle debolezze e sofferenze dei fratelli. Padre Pio unì così allo zelo per le anime l'attenzione per il dolore umano, facendosi promotore a san Giovanni Rotondo di una struttura ospedaliera, da lui chiamata "Casa Sollievo della sofferenza". Egli la volle come un ospedale di prim'ordine, ma soprattutto si preoccupò che in esso si praticasse una medicina veramente "umanizzata", in cui il rapporto con il malato fosse improntato alla più calda premura ed alla più cordiale accoglienza. Sapeva bene che, chi è malato e sofferente, ha bisogno non solo di una corretta applicazione dei mezzi terapeutici, ma anche e soprattutto di un clima umano e spirituale che gli consenta di ritrovare se stesso nell'incontro con l'amore di Dio e la tenerezza dei fratelli.

Con la "Casa Sollievo della sofferenza" egli ha voluto mostrare che i "miracoli ordinari" di Dio passano attraverso la nostra carità. Occorre rendersi disponibili alla condivisione ed al servizio generoso dei fratelli, avvalendosi di ogni risorsa della scienza medica e della tecnica.

7. L'eco che questa beatificazione ha suscitato in Italia e nel mondo è segno che la fama di Padre Pio, figlio dell'Italia e di Francesco d'Assisi, ha raggiunto un orizzonte che abbraccia tutti i Continenti. Sono lieto di salutare quanti sono qui convenuti, incominciando dalle alte Autorità italiane, che hanno voluto essere presenti: il Signor Presidente della Repubblica, il Signor Presidente del Senato, il Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, che guida la Delegazione ufficiale, numerosi Ministri e Personalità. L'Italia è davvero degnamente rappresentata! Ma anche numerosi fedeli di altre Nazioni sono qui convenuti per rendere omaggio a Padre Pio.

A quanti vengono da vicino e da lontano va il mio saluto affettuoso, insieme con uno speciale pensiero per i Padri Cappuccini. A tutti un grazie cordiale!

8. Vorrei concludere con le parole del Vangelo di questa Messa: "Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio". A questa esortazione di Cristo fa eco il consiglio che il nuovo Beato soleva ripetere: "... Abbandonatevi pienamente sul cuore divino di Gesù, come un bimbo tra le braccia della madre". Possa quest'invito penetrare anche nel nostro spirito come fonte di pace, di serenità e di gioia. Perché avere paura, se Cristo è per noi la Via, la Verità e la Vita? Perché non fidarci di Dio che è Padre, Padre nostro?

"Santa Maria delle Grazie", che l'umile cappuccino di Pietrelcina ha invocato con costante e tenera devozione, ci aiuti a tenere fissi gli occhi su Dio. Ella ci prenda per mano e ci spinga a ricercare con ogni sforzo quella soprannaturale carità che sgorga dal costato trafitto del Crocifisso.

E tu, Beato Padre Pio, volgi dal Cielo il tuo sguardo a noi riuniti in questa Piazza ed a quanti sono raccolti in preghiera in Piazza San Giovanni in Laterano ed a San Giovanni Rotondo. Intercedi per tutti coloro che, in ogni parte del mondo, si uniscono spiritualmente a questo evento elevando a te le loro suppliche. Vieni in soccorso di ciascuno e dona pace e conforto ad ogni cuore. Amen!

GPII - Domenica, 2 maggio 1999 - © Copyright 1999 - Libreria Editrice Vaticana

Omelia di Giovanni Paolo II alla canonizzazione di Padre Pio

in English, French, German, Italian, Portuguese & Spanish

1. "Il mio giogo è dolce e il mio carico leggero" (Mt 11, 30).

Le parole di Gesù ai discepoli, che abbiamo appena ascoltato, ci aiutano a comprendere il messaggio più importante di questa solenne celebrazione. Possiamo infatti considerarle, in un certo senso, come una magnifica sintesi dell'intera esistenza di Padre Pio da Pietrelcina, oggi proclamato santo.

L'immagine evangelica del «giogo» evoca le tante prove che l'umile cappuccino di San Giovanni Rotondo si trovò ad affrontare. Oggi contempliamo in lui quanto sia dolce il «giogo» di Cristo e davvero leggero il suo carico quando lo si porta con amore fedele. La vita e la missione di Padre Pio testimoniano che difficoltà e dolori, se accettati per amore, si trasformano in un cammino privilegiato di santità, che apre verso prospettive di un bene più grande, noto soltanto al Signore.

2. "Quanto a me... non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo" (Gal 6, 14).

Non è forse proprio il "vanto della Croce" ciò che maggiormente risplende in Padre Pio? Quanto attuale è la spiritualità della Croce vissuta dall'umile Cappuccino di Pietrelcina! Il nostro tempo ha bisogno di riscoprirne il valore per aprire il cuore alla speranza.

In tutta la sua esistenza, egli ha cercato una sempre maggiore conformità al Crocifisso, avendo ben chiara coscienza di essere stato chiamato a collaborare in modo peculiare all'opera della redenzione. Senza questo costante riferimento alla Croce non si comprende la sua santità.

Nel piano di Dio, la Croce costituisce il vero strumento di salvezza per l'intera umanità e la via esplicitamente proposta dal Signore a quanti vogliono mettersi alla sua sequela (cfr Mc 16, 24). Lo ha ben compreso il Santo Frate del Gargano, il quale, nella festa dell'Assunta del 1914, scriveva: "Per arrivare a raggiungere l'ultimo nostro fine bisogna seguire il divin Capo, il quale non per altra via vuol condurre l'anima eletta se non per quella da lui battuta; per quella, dico, dell'abnegazione e della Croce" (Epistolario II, p. 155).

3. "Io sono il Signore che agisce con misericordia" (Ger 9, 23).

Padre Pio è stato generoso dispensatore della misericordia divina, rendendosi a tutti disponibile attraverso l'accoglienza, la direzione spirituale, e specialmente l'amministrazione del sacramento della Penitenza. Il ministero del confessionale, che costituisce uno dei tratti distintivi del suo apostolato, attirava folle innumerevoli di fedeli al Convento di San Giovanni Rotondo. Anche quando quel singolare confessore trattava i pellegrini con apparente durezza, questi, presa coscienza della gravità del peccato e sinceramente pentiti, quasi sempre tornavano indietro per l'abbraccio pacificante del perdono sacramentale.

Possa il suo esempio animare i sacerdoti a compiere con gioia e assiduità questo ministero, tanto importante anche oggi, come ho voluto ribadire nella Lettera ai Sacerdoti in occasione del passato Giovedì Santo.

4. "Sei tu Signore, l'unico mio bene".

Così abbiamo cantato nel Salmo Responsoriale. Attraverso queste parole il nuovo Santo ci invita a porre Dio al di sopra di tutto, a considerarlo come il solo e sommo nostro bene.

In effetti, la ragione ultima dell'efficacia apostolica di Padre Pio, la radice profonda di tanta fecondità spirituale si trova in quella intima e costante unione con Dio di cui erano eloquenti testimonianze le lunghe ore trascorse in preghiera. Amava ripetere: "Sono un povero frate che prega", convinto che "la preghiera è la migliore arma che abbiamo, una chiave che apre il Cuore di Dio". Questa fondamentale caratteristica della sua spiritualità continua nei «Gruppi di Preghiera» da lui fondati, che offrono alla Chiesa e alla società il formidabile contributo di una orazione incessante e fiduciosa. Alla preghiera Padre Pio univa poi un'intensa attività caritativa di cui è straordinaria espressione la "Casa Sollievo della Sofferenza". Preghiera e carità, ecco una sintesi quanto mai concreta dell'insegnamento di Padre Pio, che quest'oggi viene a tutti riproposto.

5. "Ti benedico, Padre, Signore del cielo e della terra perché... queste cose... le hai rivelate ai piccoli" (Mt 11, 25).

Quanto appropriate appaiono queste parole di Gesù, quando le si pensa riferite a te, umile ed amato Padre Pio.

Insegna anche a noi, ti preghiamo, l'umiltà del cuore, per essere annoverati tra i piccoli del Vangelo, ai quali il Padre ha promesso di rivelare i misteri del suo Regno.

Aiutaci a pregare senza mai stancarci, certi che Iddio conosce ciò di cui abbiamo bisogno, prima ancora che lo domandiamo.

Ottienici uno sguardo di fede capace di riconoscere prontamente nei poveri e nei sofferenti il volto stesso di Gesù.

Sostienici nell'ora del combattimento e della prova e, se cadiamo, fa che sperimentiamo la gioia del sacramento del Perdono.

Trasmettici la tua tenera devozione verso Maria, Madre di Gesù e nostra.

Accompagnaci nel pellegrinaggio terreno verso la Patria beata, dove speriamo di giungere anche noi per contemplare in eterno la Gloria del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen!

GPII - Domenica, 16 giugno 2002